Organizzazioni

Charity: Water. L’acqua cambia ogni cosa

La Mission

La maggior parte di noi non sa cosa significhi avere sete. In occidente è difficile pensare a cosa si provi nel camminare per cinque miglia per poter bere. Ma oggi, circa 750 milioni di persone nel mondo non hanno accesso all’acqua potabile, e questo causa circa l’80% delle malattie presenti nei paesi in via di sviluppo. Per questo motivo, contiamo almeno quarantamila morti alla settimana, molti di più di quelli causati da qualsiasi forma di violenza, incluse le guerre.

E’ per questo che vogliamo parlare di una delle organizzazioni non-profit più importanti nello scenario dell’impegno volto ai paesi del terzo mondo. Charity: Water ha la mission di portare acqua potabile ai paesi in via di sviluppo. Si tratta di una organizzazione non governativa fondata da Scott Harrison.

charity water india

In Charity Water si dice che l’acqua cambia ogni cosa. L’accesso all’acqua potabile e pulita non dà solo possibilità di bere, e quindi di sopravvivere, ma cambia la vita perché rende sano l’organismo, si può cucinare in modo salutare, ci si può lavare, ci si sente belli e socialmente accettati, liberi di andare a scuola, lavorare, curare la casa. Tutto questo porta a un futuro più sereno e promettente, non solo per quelle popolazioni, ma per tutti noi.

La Strategia

La strategia di Charity Water si basa sulla trasparenza delle donazioni, tramite due conti separati: il primo raccoglie le donazioni pubbliche, che sono destinate a finanziare interamente i progetti, mentre l’altro è dedicato alle donazioni private che servono a mantenere l’operatività dell’organizzazione stessa, come fondazioni e sponsor che donano per permettere di coprire le spese operative. Questa distinzione e la trasparenza aiutano a superare le diffidenze di chi talvolta ha dubbi sull’onestà delle tante organizzazioni non-profit che esistono a tutt’oggi. Da questo punto di vista vogliamo anche sottolineare come sia semplice, pratico ma allo stesso accattivante il design del sito, che ben mette in evidenza i progetti realizzati e quelli in corso tramite video, storie raccontate, immagini e testimonianze molto importanti che derivano non solo dagli addetti ai lavori ma anche nelle straordinarie persone incontrate durante le missioni dello staff.

charity water rwanda

L’obiettivo del sito infatti non è solo raccogliere fondi ma soprattutto raccontare e mostrare a tutti che la beneficenza ha un impatto forte sulle persone perchè vengono messe in stretto contatto con le situazioni di povertà che stanno contribuendo a superare.

Oltre a campagne di sensibilizzazione e diffusione delle informazioni tramite i canali web, i fundraiser fanno anche cose molto creative, talvolta strane, per sensibilizzare il pubblico e raccogliere fondi. Un esempio? Nuotare nudi a San Francisco! Ma anche scalare le montagne o semplicemente vendere dei dolci fatti in casa: non ha importanza il mezzo, ma conta l’impegno, oltre che i risultati che ogni azione porta. Ogni dollaro raccolto viene mostrato con il GPS e accompagnato dalle foto delle comunità a cui è destinato.

Lo Staff

La storia del fondatore di Charity: Water è speciale. Scott Harrison è innanzitutto uno dei giovani under 40 più influenti al mondo.

InBound 2013-Scott Harrison Keynote from charity: water on Vimeo.

Dopo 10 anni vissuti a New York come party promoter, organizzando feste e conducendo una vita spensierata, Harrison si trova di fronte a una crisi spiriturale e parte come volontario e fotogiornalista per un’organizzazione umanitaria che offre assistenza medica gratuita ai paesi poveri.

Mentre si trova in Liberia, capisce che è l’acqua il principale problema di queste popolazioni e scopre improvvisamente quella che appare come una “vocazione”: decide di seguire quei valori ritrovati, di carità e benevolenza, organizzando qualcosa di grande, che avrebbe coinvolto tutto il pianeta. Nasce Charity Water, che dal 2006 ad oggi ha raccolto ben 70 milioni di dollari, grazie a centinaia di migliaia di donatori. I risultati sono sorprendenti: quasi 3 milioni sono le persone che oggi hanno accesso all’acqua potabile grazie a Scott Harrison e al suo staff, e naturalmente a tutte le persone che donano a Charity Water anche solo 20 dollari al mese.

I Progetti

Le soluzioni che propone Charity Water sono semplici e ben raccontate nel sito. I progetti sono essenziali ma efficaci: pozzi di acqua dolce, bacini di acqua piovana e filtri a sabbia. Si stima che queste strutture arrivino a costare circa 30 dollari a persona. Ogni progetto è localizzabile su una mappa, seguito da report che regolarmente aggiornano la situazione in tempo reale di come procedono i lavori e di come vengono spesi i soldi donati.

In sei anni, Charity Water ha creato quasi 7 mila progetti legati all’acqua, aiutando quasi 3 milioni di persone distribuite in 20 differenti paesi in via di sviluppo.

Gli obiettivi

Gli obiettivi a lungo termine sono definiti: raccogliere 100 milioni di dollari nei prossimi 5 anni. Harrison e i suoi collaboratori puntano a raddoppiare la crescita: partiti come un movimento dal basso, hanno visto crescere la loro organizzazione, promettendo sempre di utilizzare il 100% del denaro per finanziare direttamente i progetti sul campo.

All’inizio dell’attività le donazioni raccolte provenivano maggiormente dagli Stati Uniti, ma nel tempo ha visto un forte aumento della generosità da parte dell’Europa e dagli altri paesi del mondo, ad esempio l’India. Charity Water calcola che i donatori siano circa 250 mila.

I metodi di sensibilizzazione sono molti, dalle campagne informative, alla diffusione tramite i social; ma una delle idee che ci sembrano più simpatiche è quella che punta sui compleanni: le persone “cedono” un dono in occasione di compleanni, anniversari, ricorrenze. In questo modo, Charity Water ha raccolto circa 20 milioni di dollari!

Il Social Business

A guardare il sito e i contatti social di Charity Water, ci accorgiamo di come sia importante avere un forte impatto mediatico tramite il web. L’organizzazione sta crescendo come una startup. Mettere tutti i progetti su Google Maps e pubblicare foto per informare su come procedono i lavori a cui i donatori stanno contribuendo, è stata senz’altro una mossa vincente, che ha aiutato Charity Water a crescere . Negli anni, Scott Harrison e il suo staff hanno continuato a lavorare anche per innovare i loro canali, creare merchandising, coinvolgere sempre di più i donatori, puntando soprattutto sulla comunicazione anche attraverso piattaforme come Instagram e Twitter.

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