Scienza

Samantha Cristoforetti: una creatura dello Spazio

“Non farti dare limiti artificiali che non siano veramente i tuoi. E soprattutto non darteli tu stesso, ma se hai dei sogni e delle ambizioni prova a trovare una strada. Tante volte un ostacolo è solo un messaggio che la vita ti dà. Devi trovare un’altra strada, ma non vuol dire che non puoi arrivare a destinazione.”

Nata a Milano ma di origine trentina, Samantha Cristoforetti è uno dei sei astronauti ESA classe 2009, gli Shenanigans. Pilota militare, capitano dell’aeronautica e ingegnere, l’astronauta viene selezionata come prima donna italiana e terza europea in assoluto dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA), risultando tra le sei migliori di una selezione tra 8.500 candidati. La missione si chiama FUTURA e dura circa 6 mesi, inaugurata col lancio il 23 novembre 2014. Samantha ha così raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) a bordo di un veicolo Sojuz, partito dal Kazakistan.

Si tratta della prima missione di una donna italiana nello spazio sulla ISS, preceduta da Umberto Guidoni, Paolo Nespoli, Roberto Vittori e Luca Parmitano.

samantha cristoforetti

LA CARRIERA

Laureata in ingegneria meccanica a Monaco, Samantha Cristoforetti si specializza in propulsione spaziale e strutture leggere e, come parte dei suoi studi, frequenta anche la Mendeleev University of Chemical Technologies a Mosca, dove scrive la tesi di Master in propellenti solidi per razzi.

Nel 2001 Samantha avvia la sua carriera in Aeronautica Militare attraverso un Corso Regolare presso l’Accademia di Pozzuoli e nel 2005, con grado di Tenente, consegue il brevetto di pilota militare presso la scuola di volo Euro-NATO Joint Jet Pilot Training.

Di nuovo in Italia, è assegnata al 51° Stormo di Istrana su velivolo AM-X. Viene selezionata come astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) nel 2009 e completa l’addestramento di base nel novembre del 2010. L’anno successivo, in qualità di Reserve Astronaut per ESA, inizia l’addestramento ai sistemi della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), quello per le EVA (le cosiddette “passeggiate spaziali”) e quello per le operazioni robotiche. Si qualifica quindi come primo ingegnere di volo sul veicolo Soyuz, prendendo parte alla missione Futura dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) a bordo della ISS.

Cristoforetti parla italiano, tedesco, inglese, francese e russo, quest’ultima lingua utilizzata nelle comunicazioni tra la stazione spaziale e il cosmodromo di controllo che si trova a Bajkonur, in Kazakistan. Samantha Cristoforetti è affiancata agli astronauti Terry Virts della NASA e Anton Shkaplerov dell’Agenzia Spaziale Russa.

IL LANCIO

BAJKONUR (Kazakistan), 23 novembre 2014, ore 22 circa ora italiana. Samantha Cristoforetti è la prima astronauta italiana a raggiungere in sei ore, attraverso un razzo Soyuz, la Stazione Spaziale Internazionale dove rimarrà per sei mesi insieme con il comandante russo Anton Shkaplerov e l’americano Terry Virts, che resteranno in orbita fino a maggio. Futura è il nome della missione dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), la seconda di lunga durata dell’Agenzia spaziale italiana.

Il lancio va alla perfezione, la navicella entra in orbita dopo pochi minuti, aprendo pannelli solari e antenne.

È quasi sempre sorridente, Samantha Cristoforetti, nelle foto che la ritraggono durante la missione: condivide tweet (@astrosamantha) e immagini come fossero un vero e proprio diario di bordo, vantando migliaia di followers che la seguono costantemente sui social network.

A proposito di web, per seguire gli astronauti della Stazione c’è avamposto42.esa.int e astronautinews.it, in cui è disponibile il diario di bordo.

La pagina ufficiale di Samantha sul sito dell’ESA è samanthacristoforetti.esa.int.

LA MISSIONE

Futura è la seconda missione di lunga durata dell’Agenzia Spaziale Italiana sulla Stazione Spaziale Internazionale, ottava per un astronauta che fa parte dell’Agenzia Spaziale Europea ESA.

Nel programma della missione ci sono esperimenti sulla fisiologia umana, analisi biologiche e la stampa di oggetti 3D in assenza di peso, allo scopo di sperimentare anche la possibilità di stampare pezzi di ricambio per la stazione stessa senza dover dipendere dagli invii da terra.

L’astronauta italiana in missione contribuisce allo svolgimento di tutti i compiti di ricerca, sperimentazione e manutenzione operativa del laboratorio spaziale.

Le attività e gli esperimenti sono partiti già al secondo giorno di permanenza nello Spazio, come ad esempio la raccolta di saliva e urine, che servono a capire come cambia il metabolismo osseo e muscolare in assenza di peso, e l’applicazione dei sensori per rilevare la temperatura e per acquisire dati necessari allo studio dei ritmi circadiani nello Spazio. Altre attività svolte dal team sullo Spazio sono di manutenzione, talvolta impegnative e che richiedono molta attenzione e delicatezza.

samantha cristoforetti

ITALIA PROTAGONISTA

L’Agenzia Spaziale Italiana ha acquisito diritti nazionali di utilizzo e di opportunità di volo alla Stazione Spaziale Internazionale in cambio dello sviluppo di moduli pressurizzati per il rifornimento logistico della ISS e di un modulo abitativo permanentemente attaccato alla Stazione Spaziale Internazionale denominato “Leonardo”. Questi sono elementi del programma ISS sviluppati dall’ASI e forniti dall’Italia agli Stati Uniti.

Sono ben dieci le ricerche italiane avviate.

1) Drai Brain: esperimento coordinato dal medico Paolo Zamboni, ha l’obiettivo di verificare l’ipotesi che vede il restringimento dei vasi sanguigni di collo e testa come una delle cause della sclerosi multipla.

2) Wearable monitoring: è una maglia equipaggiata con sensori che misurano e registrano il ritmo del cuore e del respiro durante il sonno.

3) La tanto attesa macchina per il caffè espresso!

4) Stampante in 3D: permetterà di valutare la possibilità di stampare pezzi di ricambio per la stazione senza poi dipendere dagli invii da terra.

5) Rilevazioni sul comportamento dei fluidi.

6) Tecniche di decontaminazione dai batteri.

7) Modalità di sviluppo delle cellule in assenza di peso.

8) Perdita di massa muscolare.

9) Nanoparticelle: saranno testate contro l’osteoporosi.

10) Adattamento del cervello allo spazio.

SENSAZIONI DALLO SPAZIO

Nella sua prima Inflight call con l’Agenzia spaziale italiana, Samantha Cristoforetti racconta le sensazioni e le attività svolte durante il primo periodo sulla Stazione spaziale internazionale.

Sono molto curiosa, come del resto tutti gli astronauti, e nel momento stesso in cui ammiro la bellezza del nostro pianeta dalla cupola della Stazione spaziale vorrei anche saperne di più: vorrei leggerlo il più possibile, comprendere meglio questo atlante fisico, pieno di nuvole, vulcani, fiumi, montagne, che è in continua trasformazione”.

L’unico “rimpianto” di Samantha è proprio quello di non “aver studiato meglio la geografia. Lo farò meglio in preparazione del prossimo volo”. Samantha scherza e si diverte a giocare col microfono.

Sottolinea quanto sia bello osservare l’Italia dallo Spazio, non solo perchè è la sua terra, ma perchè la combinazione di isole, coste e monti è perfetta e speciale. L’altra cosa eccezionale è l’assenza di peso, lasciarsi andare ad occhi chiusi e assaporare le sensazioni che trasmette il cervello, come si attiva per gestire una tale insolita situazione.

sam cri

Ma nonostante tutto, non c’è spazio per la nostalgia: entusiasmo e curiosità, scoprire sempre cose nuove e diverse, talvolta anche divertenti e stimolanti. Il tempo di Samantha è scandito dagli esperimenti scientifici e dalle attività di manutenzione, ma ogni giorno svolge un’attività diversa, per cui è importante essere sempre efficienti, versatili e abituarsi sempre di più ai ritmi di lavoro. “Certamente la realtà è diversa dal sogno di diventare astronauta di quando si è bambini. Ci sono aspetti della quotidianità e una routine non contemplati nel sogno, ma non per questo non interessanti. Personalmente mi piace osservarmi mentre divento sempre più abile, mentre mi trasformo sempre di più in una creatura dello Spazio”.

Non è in grado, Samantha, di scegliere un momento in particolare che sia il più bello di tutti. Soprattutto riguardo al lancio, l’astronauta mette in evidenza l’intensità delle immagini e quindi degli stati d’animo che ha vissuto. Sentirsi leggera, osservare il mondo fuori della navicella, arrivare alla stazione.

Io sono una che dall’Italia ha avuto molto, e a cui mi sento di dire grazie. Il mio augurio è che siano sempre di più quelli che possano dire lo stesso”.

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