Banksy
Arte

Banksy: quando la provocazione diventa arte

Banksy è lo pseudonimo dell’artista ”guerrigliero”, conosciuto per il suo modo controverso di fare arte, spesso con provocazioni di temi a sfondo politico.

”Non possiamo fare nulla per cambiare il mondo, almeno fino a quando il capitalismo crolla. Nel frattempo dovremmo tutti andare a fare shopping per consolarci.”

Banksy

Foto tratta dal sito: www.film.it

 

Banksy, artista di strada, la cui identità rimane un mistero, si pensa sia nato a Bristol, in Inghilterra, introno al 1974. Egli è divenuto incredibilmente famoso grazie ai suoi stencil praticati su muri di alcune città alle fine del 1990. Banksy è divenuto oggetto di un documentario nel 2010, l’Exit Through the Gift Shop, che prende in esame il rapporto tra arte commerciale e arte di strada.

Carriera Artistica: Banksy ha iniziato la sua carriera come artista di graffiti nei primi anno del 1990, con  la crew Bristol’s DryBreadZ. Anche se i suoi primi lavori erano in gran parte effettuati a mano libera, Banksy ha iniziato con il tempo ad utilizzare gli stencil. Ed è proprio alle fine degli anni ’90 che decide di utilizzare solo questo tipo di tecnica. Il suo lavoro è maggiormente conosciuto in tutta Bristol e a Londra, come il suo marchio, il suo stile identificativo ed artistico.

Banksy

Foto tratta dal sito: www.iamambernicole.com

Le opere d’arte di Banksy sono caratterizzate da immagini particolarmente suggestive, spesso associate a slogan. Il suo lavoro coinvolge spesso temi di natura politica, satira, critiche verso la guerra, verso il capitalismo, l’ipocrisia, l’avidità, il narcisismo. I soggetti che Banksy rappresenta maggiormente sono topi, scimmie, poliziotti o soldati, membri della famiglia reale e bambini. In aggiunta al suo lavoro in 2D, Banksy è noto per le sue opere di installazione. Uno dei più celebri di questi ”pezzi”, caratterizzato da un elefante in carne ed ossa, è una raffigurazione in stile vittoriano realizzata con carta da parati. Questa rappresentazione ha ovviamente scatenato molteplici polemiche tra gli attivisti per i diritti degli animali. Banksy tuttavia, con la scelta di realizzare quest’opera ha voluto raffigurare il detto inglese ”the pink elephant in the room”, una metafora che si riferisce al voler ignorare a tutti i costi una verità scomoda benché sia assolutamente evidente. L’elefante posto in un lussuoso salotto è di certo una provocazione in questo senso.

BanksyAltri suoi lavori hanno attirato l’attenzione per il loro temi taglienti e grazie all’audacia della loro realizzazione. Il lavoro di Banksy sulla barriera in Cisgiordania, tra Israele e Palestina, ha ricevuto una notevole attenzione da parte dei media nel 2005.  Banksy è noto anche per l’uso del simbolo del copyright in versione sempre e comunque provocatoria. Una delle opere più conosciute in questo stile è quella che richiama la versione della famosa serie di Monet dei Gigli D’acqua, riadattati alla Banksy ovviamente, dove la sua impronta  include una deriva di rifiuti e detriti.

La fama mondiale di Banksy ha fatto che si che le sue opere d’arte siano state sottoposte ad atti di vandalismo, dove le persone andavano cercando i suoi pezzi come arte da commercializzare. Il giornalista Max Foster ha fatto riferimento ai prezzi crescenti dei graffiti come arte di strada, e a quello che è stato poi definito ”l’effetto Banksy”. L’interesse del pubblico nei confronti di Banksy è poi cresciuto rapidamente nel 2010 con il rilascio del documentario ”Exit Through the Gift Shop”. Il documentario è stato presentato al Sundance Film Festival, ed è stato nominato per un Academy Award.

Banksy

Foto tratta dal sito: www.every-thing-tech.co.uk

Nell’ottobre del 2013, Banksy ha portato il suo lavoro per le strade di New York. Si è impegnato a creare un nuovo pezzo artistico per ogni giorni della sua permanenza. Come ha spiegato il settimanale The Village Voice ”Il piano è quello di vivere qui, reagire alle cose, osservare i luoghi e versare su di essi la vernice. Alcuni di questi lavori sono abbastanza elaborati, e alcuni saranno simili a degli scarabocchi come quelli che si trovano sul muro di una toilettes.” Banksy è rimasto a New York per un mese, durante il quale è riuscito a vendere alcune delle sue opere in strada per 60 dollari al pezzo, un prezzo decisamente al di sotto del valore di mercato richiesto per la sua arte.

Banksy

Foto tratta dal sito: www.dailymail.co.uk

Identità:  L’identità di Banksy è sempre rimasta sconosciuta, nonostante le intense ricerche. Tuttavia ci sono due nomi che vengono proposti riguardo alla sa identità: Robert Banks e Robin Gunningham. Sono emersi pochissimi scatti che sembrerebbero proprio raffigurare l’artista, tuttavia non vi è conferma che possa trattarsi realmente di lui, per tanto ad oggi la sua identità risulta ancora da scoprire. Il fatto che la sua identità rimanga sconosciuta dopo 20 anni che il suo nome è nella scena dei graffiti, aggiunge maggiore fascino al suo lavoro.  Il quotidiano britannico Daily Mail ha pubblicato un ampio pezzo scrivendo proprio a proposito di Gunningham, dove avrebbero intervistato i suoi vecchi compagni di scuola. Ed è proprio la foto qui accanto che proverebbe l’identità dell’artista secondo il giornale.

Il nome di Banksy accende polemiche, conversazioni e suscita grande curiosità. L’arte di Banksy è emersa a livello mondiale. Le sue opere sono apparse in America, Austalia, Canada, Inghilterra, Francia, Israele, Giamaica e Palestina. Ovunque esse siano riscuotono un certo effetto. Banksy è il padrino di una nuova forma di pop art che ha avuto origine in strade accessibili a tutti. Chiunque può vedere la stencil-art di Banksy, che permette all’artista di raggiungere un pubblico vastissimo e di esplicitare forti dichiarazioni.

Bansky museo

Bansky immortalato mentre appende una delle sue opere all’interno di un museo. Lo ha fatto al Metropolitan), al Moma (il Museo d’Arte Moderna) al Museo di scienze naturali e al Museo di Brooklyn.

Anche quando le sue opere vengono distrutte dai funzionari delle città e dal vandalismo, si finisce per discutere su questioni politiche. Le opere di Banksy sono spesso ispirate da altri luminari dell’arte di strada e da artisti classici. Le sue opere sono inoltre ispirate dai Massive Attack, e dal graffita francese Blek le Rat, conosciuto come il padre della Stencil Art Graffiti, sebbene Blek inizialmente era contento di poter ispirare altri artisti, in seguito ha sfidato pubblicamente Banksy. D’altra parte Banksy ha detto che ogni volta che fa qualcosa, scopre che Blek lo aveva già fatto vent’anni prima. Le analogie con il simbolo dei ratti descritte nel lavoro di Blek mostrano una sovrapposizione distinta.

Banksy

Foto tratta dal sito: www.coolhunting.com

Ad ogni modo, Banksy, chiunque esso sia, ha avuto un impatto indimenticabile sul mondo, e ha vissuto un enorme successo di natura commerciale. Come un fenomeno senza eguali, irriverente, dallo stile socio-politico, sta spianando la strada per i futuri artisti di strada e forse cambiando il mondo di vedere i graffiti da parte della gente. Banksy può riciclare vecchie idee, ma ispira nuove creazioni di artisti di talento e di non. Il recente successo commerciale di altri artisti di strada è denominato come il già citato ”effetto Banksy”.

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Bansky Cristo

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