Federico Fellini
Arte

Federico Fellini: un successo che dura nel tempo

Regista italiano, Federico Fellini (1920-1993) è stato uno dei registi più celebri e caratteristici del periodo dopo la seconda guerra mondiale.

”Non faccio un film per dibattere tesi o sostenere teorie. Faccio un film alla stessa maniera in cui vivo un sogno. Che è affascinante finché rimane misterioso e allusivo ma che rischia di diventare insipido quando viene spiegato.”

Federico Fellini

Foto tratta dal sito: www.zeit.de

Federico Fellini è nato 20 gennaio 1920, a Rimini, Italia. All’inizio della sua carriera ha contribuito a inaugurare il movimento cinema neorealista, ma ben presto sviluppò uno stile inconfondibile nei suoi film tipicamente autobiografici che comprendevano un immaginario onirico o allucinatorio su situazioni ordinarie della vita, ritraendo i personaggi come ancora più bizzarri.

A seguito di un’infanzia di provincia senza incidenti nel corso della quale ha sviluppato un talento come disegnatore, Federico Fellini all’età di 19 anni si trasferisce a Roma, dove contribuisce con cartoni animati, gag, e storie per la rivista umoristica Marc’Aurelio. Durante la seconda guerra mondiale, Fellini ha lavorato come sceneggiatore per il programma radiofonico Cico e Pallina, interpretato da Giulietta Masina, l’attrice che è diventata poi la moglie di Fellini nel 1943 e che ha continuato a collaborare in alcuni dei più grandi film del regista nel corso dei loro 50 anni di matrimonio. Federico Fellini ha incontrato il regista Roberto Rossellini, il quale lo ha impegnato nel suo team di scrittori i quali hanno creato Roma città aperta nel  1945, film citato spesso come simbolo del movimento neorelista italiano. Il contributo di Fellina per la sceneggiatura gli è valso la sua prima nomination all’Oscar. Federico Fellini è diventato molto rapidamente uno degli sceneggiatori di maggior successo in Italia. Anche se ha scritto una serie di script importanti per registi come Pietro Germi (Il Cammino della Speranza, 1950), Alberto Lattuada (Senza pietà, 1948), e Luigi Comencini (Persiane chiuse, 1951), le sue sceneggiature per Rossellini risultano le più importanti per la storia del cinema italiano. Tra queste troviamo Paisà, 1946, forse il più puro tra gli esempi di neorealismo italiano, Il miracolo, 1948, un’opera controversa sul significato della santità, e Europa, 1952, uno dei primi film in Italia del dopoguerra che cominciato ad andare oltre il realismo del documentario del periodo neorealista verso un esame dei problemi psicologici e temi esistenziali. Fellini ha fatto il suo debutto come regista in collaborazione con Lattuada su Luci del varietà, 1951. Questo è stato il primo di una serie di opere che trattano della vita di provincia ed è stata seguita da Lo sceicco bianco, 1951, e I Vitelloni, 1953, la sua prima opera di successo commerciale. Questo film, uno sguardo amaramente sarcastico ai folli ”mammoni” delle province, è ancora considerato da alcuni critici come il capolavoro di Fellini.

Federico Fellini

Foto tratta dal sito: econonuovo.blogspot.it

I film successivi di Fellini formano una trilogia che si occupava di salvezza, destino ed innocenza in un mondo sentimentale ma crudele. Una delle opere più note di Federico Fellini, La strada, 1954, fortemente simbolico, è stato girato in una location di campagna desolata tra Viterbo e Abruzzo, con i grandi spazi vuoti che riflettono la disumanità virtuale del rapporto tra i personaggi principali. Il film suscitò molte critiche in Italia ma fu molto apprezzato all’estero, vincendo un Oscar come miglior film straniero. Il bidone, 1955, interpretato da Broderick Crawford in un ruolo destinato ad Humphrey Bogart, è una storia piuttosto sgradevole di truffatori che si travestono da sacerdoti, al fine di derubare i contadini. Fellini raccoglie un secondo premio Oscar per il film di successo Le notti di Cabiria, 1957, interpretato da Giulietta Masina, questa volta nelle vesti di una semplice ed eternamente ottimista prostituta romana. Anche se non è di solito considerato tra le più grandi opere di Fellini, questo film, basato sulla commedia musicale di Brodway Street Charity, rimane uno dei preferiti della critica e uno dei film più simpatici del regista.

Federico Fellini

Foto tratta dal sito: www.kutmusic.com

La dolce vita, 1960, è stato il film di Federico Fellini nel quale ha collaborato per la prima volta con Marcello Mastroianni, l’attore che avrebbe dovuto interpretare l’alter ego di Fellini stesso in diversi dei suoi film. La dolce vita presentava un set che rappresentava la panoramica di quel tempo, pieno di immagini surreali, raffigurava un atto di accusa ai media popolari, intellettuali decadenti e aristocratici. Riconosciuto immediatamente come uno dei film più importanti mai realizzati, La dolce vita, ha contribuito a dare la parola ai paparazzi i quali inventarono il temine ”felliniano” per il lessico dei critici cinematografici. Considerato come un perfetto mix di simbolismo e realismo, Otto e mezzo (8 1/2), 1963, è forse il film più ampiamente apprezzato di Federico Fellini, che ha fatto guadagnare al regista il suo terzo Oscar per il miglior film straniero. Il film venne intitolato 8 1/2 per il numero di film che Fellini aveva fatto a quel tempo (sette lungometraggi e tre cortometraggi), l’opera mostra la situazione di un famoso regista (sulla base della vita di Fellini, interpretato da Mastroianni) in una di quelle che vengono definite come paralisi creativa. L’estetica modernista di alto valore del film, è diventata emblema della nozione di libertà, creatività artistica disinibita. Sulla scia del nome del film 8 1/2, Fellini divenne saldamente legato allo stile del film d’arte europea del dopoguerra. Ha iniziato a trattare di cinema con il mito di Roma, e soprattutto rappresentando la vita e la fantasia propri del mondo del regista. I suoi film della fine degli anni ’60 si combinano con immagini oniriche e con l’uso originale della fotografia a colori. Satyricon, 1969, ispirato agli antichi scrittori romani come PetronioApuleio, narra delle peregrinazioni di un gruppo di giovani senza meta nel mondo dell’antichità. Federico Fellini, che era indifferente all’accuratezza storica, ha tentato di esplorare la condizione umana in un’epoca prima del cristianesimo e il concetto di peccato originale. Un bizzarro, lavoro fiammeggiante, Satyricon rimane un film su cui l’opinione critica si è animatamente separata. Roma, 1971, è il ritratto personale della Città Eterna, e Amarcord, 1973, ha fatto sì che Fellini vincesse il quarto premio Oscar come miglior film straniero, il film offre un ricordo nostalgico dell’adolescenza provinciale di Fellini durante il periodo fascista.

Molti dei film successivi di Fellini furono ebbero meno successo commerciale e incontrarono resistenze da parte della critica. Il sontuoso Casanova, 1976, lodato da alcuni come un capolavoro visivo e deriso da altri come una confezione vuota, rappresentava una meditazione malinconica sul significato del sesso e della morte. Opere come La città delle donne, 1980, E la nave va, 1983, Ginger e Fred, 1985, Intervista, 1987, La voce della luna, 1989, riflettono la complessa evoluzione del maturo stile cinematografico di Fellini e del suo modo di trattare argomenti di varietà postmoderni: il ruolo del maschio in una società sempre più femminista, gli effetti della televisione sulla vita contemporanea, la natura della creatività artistica, e la crescente aggregazione della cultura popolare.

Durante gli ultimi anni della sua vita, Federico Fellini ha prodotto spot televisivi per la pasta Barilla, per Campari Soda, e il Banco di Roma, che sono considerati come lezioni straordinarie di cinematografia e che rivelano una profonda comprensione del regista della cultura popolare. Fellini ha anche esposto i suoi schizzi e cartoni animati, molti dei quali sono stati presi dai suoi taccuini sui sogni privati, scoprendo così la fonte di gran parte della sua creatività artistica: l’inconscio.

Federico FelliniNonostante la derisione da parte di alcuni critici revisionisti, Fellini ha assicurato per sé un posto di primaria importanza nella storia del cinema. I suoi migliori film, che sono stati in parte scritti da lui, sono racconti liberi strutturati tra sogno e realtà, così come autobiografia e fantasia, aspetti che si mescolano in un mondo di simboli. Rompendo con tecniche tradizionali di produzione cinematografica, è riuscito a rendere il film un mezzo personale per catturare i suoi problemi creativi e personali che sono diventati leggendari. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti nell’arco della sua vita, tra cui 8 nel 1993, il premio alla carriera Leone d’Oro al Festival di Venezia nel 1985, e decine di premi dai più prestigiosi festival cinematografici di tutto il mondo. Un sondaggio condotto da registi internazionali nel 1992 classifica Fellini come il più significativo regista di tutti i tempi citando due opere di Fellini tra cui La strada e 8 1/2 in una lista dei 10 film più influenti di tutti i tempi.

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