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Arte

Ron Howard: una vita da Oscar

Ron Howard è un regista, sceneggiatore, attore e produttore cinematografico statunitense che ha dedicato la sua esistenza al cinema.

All’età di 5 anni, Ron Howard iniziò a fare i primi passi, come attore prima e regista poi, riuscendo a vincere numerosi Oscar.

Ron-howard-piccoloRon nacque in Duncan (Oklahoma) il 1° marzo del 1954 da una famiglia di attori. Suo padre Rance Howard, dopo aver conseguito la laurea in drammaturgia, si dedicò alla recitazione, mentre la madre Jean Speegle, ha studiato recitazione a New York. Grazie alla passione dei genitori Ron, a soli diciotto mesi di vita, apparve nel film Frontier Woman (1955). È stata la famiglia a spingere sia Ron che suo fratello, Clint Howard, verso la strada della recitazione. La prima vera apparizione cinematografica arrivò a soli 5 anni ne “La giostra“, quinto episodio della famosa serie Ai confini della realtà.

Il ragazzino iniziò a guadagnare maggior ‘attenzione con il film Capobanda (1962) nel ruolo di Winthro Paroo, un bambino balbuziente.

Dopo Capobanda, Ron apparve nella serie televisiva di grande successo The Andy Griffith Show (1960-1968), nella quale interpretò il ruolo di Opie Taylor, figlio di uno sceriffo locale della città di Mayberry.

Gli anni 60 e 70 sono stati pieni d’impegni lavorativi dove l’attore veniva ingaggiato in numerose serie televisive di successo. Nonostante siano stati i genitori a spingere Ron verso il mondo della recitazione, sono stati sempre loro a farli condurre una vita tranquilla e normale. Ron frequentò le scuole pubbliche, il successo e la fama non l’hanno cambiato. Ron frequentò la USC School of Cinema-Television della University of Southern California, non riuscendo mai a diplomarsi.

Nel 1973 arrivò il successivo ingaggio cinematografico per Ron che ottenne la parte di Steve Bolander nel film American Graffiti. Il film, dedicato alla gioventù degli anni 50-60, consentì a Howard di staccarsi dai ruoli “infantili” dei suoi precedenti film. Grazie a quest’interpretazione, Ron divenne un volto conosciuto sul grande schermo e il film è stato un successo sia per il pubblico che per la critica.


Il 1974 è stato l’anno di maggior successo di Ron. L’attore, già ventenne, divenne famoso in tutto il mondo, Italia compresa, grazie al ruolo di Richie Cunningham nella celebre serie televisiva Happy Days (1974-1980). La serie presentava una visione idealizzata della vita americana negli anni 50 e 60 e riscontrò subito un enorme successo in tutto il pianeta. Richie era il protagonista delle prime sette stagioni della serie e raffigurava il figlio ideale, studioso e ben educato. Durante le registrazioni di Happy Day arrivò anche la svolta nella carriera di Ron Howard che decise di abbandonare la serie per dedicarsi alla professione di regista. Nella trama l’uscita di scena di Richie venne giustificata con l’adesione alla carriera militare. Ron rimarrà fortemente legato al personaggio e, dopo qualche anno, decise di tornare a reinterpretarlo per quattro puntate.

L’ultimo film di Ron Howard come attore è stato Il pistolero di Don Siegel, per il quale ricevette una nomination al Golden Globe come miglior attore non protagonista. Dopo quest’ultima esperienza, Ron iniziò a dirigere il suo primo film, una commedia d’azione a basso costo intitolata Attenti a quella pazza Rolls Royce.

Ron capì che fare il regista era la sua vera passione. Il fatto di essere stato un attore prima, gli ha permesso di conoscere al meglio il mondo del cinema. Sul grande schermo arrivò la pellicola Night Shift – Turno di notte. Un buon budget di partenza e due attori bravi, ma ancora sconosciuti, come Michael Keaton e Shelley Long hanno permesso al regista di fare il salto di qualità. Il film è stato prodotto da Henry Winkler (Fonzie di Happy Days) che apparve in un ruolo comprimario, insieme a un giovane Kevin Costner. Il buon incasso consentì a Ron di proseguire con convinzione la nuova strada.

Ron-HowardDa allora il successo di Ron è stato inarrestabile. Splash, una sirena a Manhattan (1984), Cocoon, l’energia dell’universo (1985), Apollo 13 (1995), nominato a diversi premi Oscar, sono solo alcune delle pellicole realizzate maestosamente da Ron che è diventato uno dei migliori registi internazionali.

Con  A Beautiful Mind (2001), arrivò anche il primo Oscar come miglior regista. Il film, dedicato alla vita del matematico John Nash e interpretato maestosamente da un giovane Russell Crowe, si aggiudica complessivamente 4 statuette e diverse nomination, diventando così una delle più importanti pellicole del cinema. Cinderella Man – Una ragione per lottare permise a Ron di lavorare nuovamente con Russell Crowe. La pellicola creava un’accurata ricostruzione storica del periodo della grande depressione.

Dal 2006 al 2009, Ron realizzò due dei maggiori colossal dei nostri tempi  Il codice da Vinci e Angeli e demoni (omonimi romanzi di Dan Brown, con protagonista Tom Hanks). In questi film, Ron Howard oltre a ingaggiare attori di fama internazionale, assegnò delle piccole parti ad alcuni membri della sua famiglia. Il regista ha già annunciato che non dirigerà il capitolo intitolato Il simbolo perduto, mentre sta già lavorando al prossimo capitolo “Inferno”.

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A febbraio 2015 il regista è stato a Venezia per cercare le location del film Inferno. Sarà ancora una volta l’Italia la nazione prescelta da Ron Howard per il terzo adattamento del romanzo di Dan Brown. L’uscita del film è prevista il 14 ottobre del 2016 ed entrerà in lavorazione il prossimo aprile.

In the Heart of the Sea sarà la prossima pellicola diretta da Ron Howard, l’uscita della quale è prevista nelle sale italiane il 17 dicembre 2015. Il film racconterà la vera storia della baleniera Essex, la stessa che ispirò Melville per il suo Moby Dick. Ron Howard è l’esempio perfetto di una persona versatile, capace e di talento, in grado di brillare in due professioni diverse tra loro.

photo credits: RadioCinema, Digilander, tRBimag

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