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Richard Branson: da dislessico a imprenditore di successo

Richard Branson prima di diventare un imprenditore di successo ha avuto enormi difficoltà legate alla dislessia.

All’età di 16 anni, Richard abbandonò la scuola a causa della dislessia, malattia con la quale ha imparato a convivere.

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Richard Charles Nicholas Branson, o semplicemente detto Richard Branson nacque a Blackheath, (Londra) il 18 luglio 1950 da una famiglia benestante. Suo padre Edward James Branson è stato un avvocato mentre la madre Eve Branson una ballerina e hostess d’aria. Il nonno George Arthur Harwin Branson, invece, era un giudice della Corte di Giustizia.

Branson studiò presso la Scaitcliffe School per poi trasferirsi in una scuola indipendente del Buckinghamshire. Lo scarso rendimento scolastico, dovuto alla dislessia, obbligò Branson ad abbandonare gli studi a 16 anni. In un intervista Richard disse: “I miei insegnanti pensavano che fossi solo pigro perché allora la gente non capiva molto della dislessia come, invece, accade oggi. In uno dei miei ultimi giorni di scuola il preside, Robert Drayson, mi disse che sarei finito in prigione oppure sarei diventato un milionario. Quella fu una predizione davvero impressionante, ma per certi aspetti aveva ragione su entrambi i punti.”

L’aiuto dei suoi genitori è stato fondamentale per affrontare un periodo così delicato. “Non ricordo un momento della mia vita in cui non ho sentito l’amore della mia famiglia. Eravamo una famiglia che avrebbe ucciso uno per l’altro, e lo siamo ancora.”

Dopo aver abbandonato gli studi, Richard Branson iniziò a concentrarsi sulla carriera imprenditoriale. Grazie alla rivista Student, Branson, ancora adolescente, ebbe la fortuna d’intervistare diverse personalità di spicco degli anni 60, tra cui Mick Jagger e RD Laing.

Volevo essere un editore o un giornalista, non ero molto interessato ad essere un imprenditore, ma ben presto ho scoperto che dovevo diventare imprenditore per mantenere la mia rivista e farla andare avanti.

Questa fase della sua vita gli diede la spinta a fondare Virgin Group, la “creatura” che l’ha fatto diventare uno dei più importanti imprenditori del mondo. La casa discografica, costruita in una cripta della chiesa, si trasformò, nel giro di pochissimo tempo, in una delle etichette discografiche più importanti del Regno Unito. Dopo 10 anni dalla creazione di Virgin, Branson annunciò ai suoi partner commerciali di voler espandere la compagnia nel settore del trasporto aereo. Questa decisione lasciò sbalorditi i membri del suo team che, nonostante tutto, hanno sempre offerto a Richard il pieno l’appoggio in ogni decisione importante.

richard-branson-da-giovaneLa dislessia gli ha indicato un modo differente di comunicare con i clienti. Branson chiedeva ai suoi collaboratori di leggere gli annunci e i materiali del marketing ad alta voce, in modo da testare meglio l’intera idea. Il messaggio promozionale veniva promosso solo se comprensibile alla prima occhiata. Tutt’oggi, Richard Branson si occupa delle campagne pubblicitarie, continuando a utilizzare un linguaggio ordinario anziché parole complicate del gergo. Ad esempio, la sua nuova banca, Virgin Money, non parla di “servizi finanziari” o di “servizi alle imprese principali” ma punta tutto sulla semplicità e la chiarezza dei valori del brand.

La Virgin Group, la conglomerata che contiene numerose aziende operanti in molteplici campi, dall’aviazione alla finanza, dall’intrattenimento ai media, raggruppa sotto lo stesso nome la Virgin Atlantic Airways (compagnia aerea), Virgin MobileVirgin TrainsVirgin ColaVirgin Vodka,Virgin Galactic, Virgin Media, Virgin Earth Challenge e altre aziende riguardanti servizi di carte di credito, assicurazioni pensionistiche, autonoleggi ecc..

Richard Branson definisce la dislessia come una sfida che gli ha fornito la forza giusta e l’ha guidato verso il successo. Grazie alla grinta che lo contraddistingue, non si è mai arresa davanti alla difficoltà. Attualmente è uno degli imprenditori più ricchi del Regno Unito, se non del mondo. Dal 1978 il magnate della Virgin possiede le Necker Island delle Isole Vergini britannichecomprate per la cifra di 180 mila dollari. 

Nel ’92 Richard dichiarò di essersi fortemente pentito per aver venduto la Virgin Records per 1 miliardo di dollari. Nel 2013, arrivò un’altra vendita importante, quella della Virgin Media alla Liberty Global per la cifra di 23,3 miliardi dollari. Le scelte di Richard Branson sono sempre state bilanciate. Mentre da una parte decideva di vendere qualcosa, contemporaneamente aveva in mentre una novità da lanciare sul mercato. La sua recente creatura si chiama Virgin Start-up ed è legata alle attività di non-profit e contribuisce a finanziare giovani imprenditori britannici.

Le scelte imprenditoriali del 64enne imprenditore britannico sono famose per essere stravaganti. In una recente intervista Richard ha annunciato l’entrata in vigore di una nuova policy per i dipendenti della Virgin Group, la cancellazione dell’orario d’ufficio. I dipendenti sono liberi di prendere pause per ogni ora, giorno o settimana, senza chiedere il permesso a nessuno. Per l’imprenditore i risultati contano più della presenza fisica. Sta ai dipendenti decidere quando assentarsi dal lavoro, con un’unica condizione: che la loro assenza non danneggi il lavoro di gruppo e naturalmente la carriera.

La conquista dello spazio sembra essere la nuova sfida di Richard Branson. Nel 2011 l’imprenditore lanciò il progetto Virgin Oceanic che prevedeva, con la Deepflight Challenger, di esplorare cinque delle fosse oceaniche più profonde, cominciando dalla Fossa delle Marianne. Il 17 ottobre 2011, Richard Branson inaugurò nel deserto del Nuovo Messico, lo Spaceport America, il primo aeroporto spaziale della storia, firmato dall’architetto britannico Norman Foster. La prima navetta, chiamata WhiteKnight Two (Cavaliere bianco 2) avrà come compito quello di portare i primi turisti nello spazio al prezzo medio di 200.000 dollari a persona. In quest’impresa non sono mancate le difficoltà. Il 31 ottobre 2014 l’aeronave SpaceShipTwo esplose in volo sopra il Deserto del Mojave, poco dopo essere stata sganciata dall’aereo madre. L’indicente causò la morte del co-pilota e il ferimento grave del pilota, obbligando Richard a fermare i viaggi in programma.

Oltre alle numerose attività imprenditoriali, dal 2008 al 2014, Richard Branson riuscì a scrivere ben 7 libri, tutti pubblicati da Virgin Books e dedicati ad argomenti di business. Anche lui, come Elon Musk, è intenzionato a lanciare 648 satelliti entro il 2017, per avere un controllo maggiore dello spazio.

Le opportunità in affari sono come gli autobus. C’è n’è sempre un altro in arrivo.
La citazione di Richard Branson raccoglie alla perfezione l’ottimismo e il coraggio avuto nell’affrontare numerose sfide della vita.

photo credits: DailyMail, Inc,

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