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Magic Johnson: un guerriero dello sport

Magic Johnson è un ex cestista del NBA che ha rivoluzionato il mondo della pallacanestro.

Oltre a essere stato un guerriero dello sport, Magic Johnson è un vero combattente anche nella vita.

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Earvin Johnson Jr., o meglio conosciuto come Magic Johnson, è nato il 14 Agosto del 1959 a Lansing (Michigan). Earvin Johnson Sr. e Christine Johnson, dopo 3 figli, danno alla luce il piccolo Earvin, 4° di sette figli. Suo padre, originario di Brookhaven nel Mississippi, si trasferì a Lansing nel Michigan per lavorare nella Oldsmobile, l’antica casa automobilistica statunitensi. La madre di Earvin, invece, è sempre stata una casalinga e una persona molto credente. L’infanzia di Johnson è stata trasandata a causa delle difficoltà economiche. Il rapporto con i suoi familiari ,invece, è sempre stato un punto di forza.

Il basket è stato la prima passione di Magic Johnson che acquisì le prime nozioni del gioco grazie a suo padre. Durante gli anni di studio, il piccolo Earvin dedicava la maggior parte del suo tempo a giocare. Nel campo della scuola elementare di Main Street School Earvin fece i suoi primi passi verso una carriera brillante.

Fu sempre il padre a insegnargli le regole fondamentali del gioco, i schemi strategici difensivi, il concetto di aggressività sul campo, il tiro a due mani, il gancio in corsa e tanto altro. Il giovane Johnson non solo giocava a basket, ma seguiva tutte le partite di Dave Bing, il suo playmaker preferito, e altri idoli come Earl Monroe e Marques Haynes, cercando d’imparare da loro per poi imitarli nel campo di scuola. L’interesse a conoscere personalmente i suoi idoli diventò realtà all’età di 11 anni, quando ebbe la fortuna di conoscere di persona Kareem Abdul-Jabbar (centro dei Milwaukee Bucks) che poi diventerà un suo compagno di squadra ai Los Angeles Lakers.

Oltre al padre anche l’allenatore della scuola Jim Dart ha giocato un ruolo importante nella carriera di Magic Johnson. Dart gli insegnò i movimenti del pivot, l’uso della mano sinistra e il movimento del taglia-fuori, tutte pratiche che sono sempre state il marchio distintivo di Johnson.

magic-johnson-lakersIl giovane cestista ebbe grosse difficoltà per la scelta del liceo che inizialmente ricadde su Sexton High School, scuola a maggioranza di studenti di colore, situata a pochi passi da casa. In quelli anni le politiche di integrazione scolastica in atto non hanno permesso a Johnson di frequentare la scuola desiderata. La decisione finale fu la Everett High School, scuola assolutamente non gradita dal giovane visto che a frequentarla erano principalmente alunni bianchi con scarsa tradizione del basketball e con una debole squadra di pallacanestro. Il suo disaggio a scuola lo spinse verso l’abbandonare del basket. L’unico a non permettergli questa decisione fu il coach George Fox che riuscì a convincerlo di rimanere in squadra.

Con il passare del tempo, Johnson giudò i suoi compagni della Everett High School verso la vittoria del campionato statale. Fu proprio durante quegli anni che i suoi compagni gli assegnarono il nome “magic” (magico) perché Johnson fece raggiungere alla squadra livelli mai immaginati prima. Il giovane ragazzo riuscì a diventare il miglior giocatore di tutti i college del Michigan. Il suo nome iniziò a diventare noto e le principali riviste sportive lo scelsero come copertina.

La giovane promessa del basket, dopo 2 anni di liceo, abbandonò gli studi per giocare nel 1979 con i Los Angeles Lakers. La squadra fece firmare a Magic Johnson un contratto da 600.000 dollari a stagione. Le aspettative erano alte e il giocatore, all’esordio in NBA, non deluse i suoi superiori. In 77 incontri affrontati, Magic Johnson riuscì a mantenere una media di 18 punti e 7,3 assist a partita. I Lakers raggiunsero i play-off per il titolo, e durante le finali contro i Philadelphia 76ers, la squadra diventò campione. La partita giocata da Magic Johnson è stata eccellente con 42 punti, 15 rimbalzi, 7 assist e 3 palle rubate. Magic fu il primo rookie della storia a essere eletto miglior giocatore delle finali NBA. Da quel momento in poi, Magic Johnson è stato sulla cresta dell’onda con vittorie e riconoscenze che si susseguivano.

Il 1980 è stato un anno difficile a causa di un infortunio al ginocchio sinistro, dopo un contrasto con il centro Tommy Burleson. Magic Johnson fu costretto a saltare ben 45 incontri e rientrò per i playoff del 1981, ma la sua prestazione sottotono  provocò l’eliminazione della squadra al primo turno.

Dopo il recupero fisico arrivò un alto momento difficilissimo nella vita del giocatore. Durante un controllo di routine nel 1991 Magic Johnson ricevette la notizia di aver contratto il virus dell’HIVIl mondo del basket e dello sport mondiale subì un duro colpo. Il 7 novembre 1991, durante una conferenza stampa, Magic Johnson annunciò pubblicamente la notizia e a 32 anni, con oltre 12 di stagioni da professionista, si ritirò ufficialmente dall’attività sportiva.

Dopo le sue battaglie sul campo da gioco, Magic Johnson continua a lottare anche oggi, diventando uno dei nomi più noti della lotta all’HIV in tutto il mondo. Nonostante la malattia, il giocatore non rimase lontano dalla pallacanestro. Nel 1992 venne assunto dalla NBC come commentatore e nel 1994 diventò allenatore dei Los Angeles Lakers, per tornare nel 1996 a indossare l’amata maglia giallo-viola numero 32 dei Los Angeles Lakers, nella sfida contro i Golden State Warriors.

Magic Johnson si dedica anche all’imprenditoria e nel 1987 fondò la Magic Johnson Enterprises, azienda di successo che gestisce importanti attività commerciali negli Stati Uniti. Nel 1994 Magic ha acquisito il 5% della quota azionaria dei Los Angeles Lakers, divenendo anche il vice presidente della squadra. Nel 2001 gli è stata dedicata una stella nella celebre Hollywood Walk of Fame.

Magic Johnson si sente una persona realizzata. In numerose interviste rilasciate afferma:

Avrei voluto fare due cose una volta cresciuto, più o meno quando avevo la tua età: volevo giocare nella NBA, e volevo diventare un uomo d’affari quando la mia carriera nel basket sarebbe terminata. Ed è ciò che sto facendo ora. Se qualcuno ti dice di no oppure ti taglia fuori, ricorda che Michael Jordan dopo essere stato scartato al primo anno, è tornato ed è diventato il migliore di sempre. Questo è ciò che devi avere: l’atteggiamento di voler dimostrare a tutti [quanto vali], di lavorare duro per ottenere risultati sempre migliori.

Photo credits: BlacksdaHistory, PixGood

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