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Comunicazione

Jan Koum e Brian Acton: il successo di WhatsApp

Jan Koum e Brian Acton hanno raggiunto il successo grazie all’applicazione WhatsApp.

I due fondatori dell’app gratuita di messaggistica sono riusciti a creare un sistema facile e intuitivo che sta portando alla scomparsa degli SMS.

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Jan Koum, co-fondatore e CEO di WhatsApp è nato in un paesino vicino a Kiev, (Ucraina) il 6 febbraio 1976 da una famiglia umile d’origine ebrea. Koum, figlio unico di una casalinga e un imprenditore edile, è cresciuto in mezzo alle difficoltà economiche e al terrore dal regime comunista in Ucraina. Senza energia elettrica e acqua calda, la madre di Jan decise di immigrare in America per offrire una vita migliore a suo figlio. Il padre, invece,  non lasciò mai l’Ucraina.

La madre e Jan, appena 16-enne, emigrarono a Mountain View dove l’assistenza pubblica gli assegnò un piccolo e modesto appartamento di due stanze, oltre ai sussidi alimentari e l’aiuto economico per l’istruzione di Jan. In mezzo alle difficoltà, la madre cominciò a lavorare come babysitter, mentre Jan, per mettere da parte qualche piccolo risparmio, spazzava il pavimento di un negozio.

A 18 anni Koum iniziò a studiare da autodidatta programmazione e progettazione tecnologica. I manuali che leggeva erano usati e dovevano, per non essere pagati, restituiti al negozio vicino a casa. Alla madre di Jan fu diagnosticato un cancro e questo aggravò ancora di più la già disagiata situazione economica della famiglia. Jan viveva con l’assegno d’invalidità della madre e decise di iscriversi alla San Jose State University per studiare Informatica. In parallelo Jon lavorò per la Ernst & Young come collaudatore di sicurezza. Apprendendo sempre di più su mondo dell’informatica, Jan si unì a un gruppo di hacker chiamato w00w00 sulla chat Efnet dove conobbe il futuro fondatore di Napster Shawn Fanning e Jordan Ritter. La madre, invece, morì nel 2000.

Il 1997 fu l’anno della svolta per Jan Koum che fece un colloquio con Yahoo e ottenne il lavoro d’ingegnere informatico. In questo periodo conobbe Brian Acton, programmatore informatico, co-fondatore di WhatsApp, oltre che futuro socio in affari.

Brian Acton è nato nel 1972 a Michigan da una famiglia della piccola/media borghesia statunitense. A differenza del suo socio, i genitori di Brian gli garantiranno un’infanzia tranquilla. Nel 1994 Brian si laureò in Informatica presso l’Università di Stanford. Dopo la laurea il giovane programmatore informatico lavorò per le più note aziende dell’hi-tech californiano, ovvero Apple e Adobe. Dopo queste esperienze decise di cambiare lavoro, diventando il 44-esimo dipendente di Yahoo!. Brian Acton era il responsabile del settore marketing e della pubblicità.

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I due lavorarono per Yahoo! fino al 2007. In una decina di anni Brian e Jan contribuirono allo sviluppo della piattaforma marketing dell’azienda. Anche la decisione di lasciare Yahoo! fu presa in comune accordo. Dopo un anno sabbatico, trascorso girando per il mondo, i due decisero di sostenere un colloquio per Facebook. Entrambi furono scartati, rimanendo senza impiego per un lungo periodo di tempo.

Koum stava rischiando di finire i risparmi messi da parte quando lavorava per Yahoo. Nel gennaio 2009, comprò un iPhone e questo acquisto lo aiutò a capire che App Store, lanciata da soli sette mesi, avrebbe rivoluzionato completamente il settore delle app. Insieme al suo amico Brian Acton, Jan iniziò a progettare WhatsApp. L’applicazione fu creata nel 2009 e il nome deriva dall’unione delle parole inglese What’s up (Come va?) e l’abbreviazione di App (applicazione). Gli inizi sono stati difficili, visto i blocchi continui dell’applicazione e altre problematiche di natura tecnica. Sviluppata solo per iOS, nel giro di pochissimo tempo, WhatsApp è riuscita a diffondersi su tutti i principali sistemi operativi per smartphone.

WhatsApp raggiunse quota 10.000 download al giorno e il 12 giugno 2012, la società annunciò su Twitter di aver superato i 27 miliardi di messaggi giornalieri scambiati. Il successo della app spinse i fondatori a rendere il servizio a pagamento. A differenza di altre app, WhatsApp non fa pubblicità e questo sembra essere molto apprezzato dagli utenti. Non tutti, però, accolsero bene la decisione di dover pagare 0,89€ all’anno per utilizzare l’applicazione. Inizialmente i download subirono un discesa vertiginosa passando da 10.000 ad appena 1000 al giorno. Piano piano gli utenti iniziarono ad apprezzare sempre di più i costi ridotti, l’assenza di pubblicità, la privacy garantita e nel giro di 5 anni di vita, WhatsApp registrò oltre 450 milioni di clienti, che quotidianamente inviavano circa 50 miliardi di sms e 400 milioni di foto al giorno.

L’app di messaggistica di Brian Acton e Jan Koum prevede, al momento della registrazione del proprio numero di cellulare, un periodo di prova di 12 mesi e il pagamento di un canone annuale di 0,89€ (per Android, BlackBerry o Windows Phone). È stata successivamente introdotta la possibilità di abbonarsi per tre anni al prezzo di 2,40 € o per 5 anni al prezzo di 3,34 € e la possibilità di pagare per un amico. Per la piattaforma iOS, invece, il canone era di 1 €, da pagare immediatamente alla registrazione. Questa decisone aziendale ha suscitato non poche proteste dagli utenti Apple che si sono sentiti discriminati anche se si trattava della piccolissima cifra di 1 euro. I fondatori si sono difesi ricordano a tutti i prezzi pagati per ogni SMS inviato senza WhatsApp e da agosto 2013, anche gli utenti Apple usufruiscono del servizio attraverso un periodo di prova gratuito.

Mark Zuckerberg si rese conto delle potenzialità di WhatsApp e il 19 Febbraio del 2014 annunciò l’acquisto dell’app da parte di Facebook per la cifra di 19 miliardi di dollari. Proprio lui che aveva rifiutato come suoi dipendenti sia Jan che Brian, sulla sua pagina Facebook, riconobbe l’amicizia di lunga data con Koum.

“Conosco Jan da molto tempo, e so che entrambi condividiamo la visione di rendere il mondo più aperto e connesso. Sono particolarmente felice che Jan ha accettato di far parte del team di Facebook e collaborare con me per plasmare il futuro di Facebook , così come di WhatsApp.“

Jan continua a essere il proprietario dell’app e secondo la rivista Forbes il suo patrimonio personale ha raggiunto cifra 6,8 miliardi di dollari, classificandosi tra i 200 imprenditori più ricchi del mondo. Brian Acton, invece, ha un patrimonio personale di oltre 3 miliardi di dollari. Entrambi i fondatori di WhatsApp hanno puntato su concetto: “vorremo fare un’unica cosa, ma fatta bene” e ci sono riusciti. WhatsApp è il leader indiscusso delle applicazioni di messaggistica gratuite. Il 25 agosto 2014 Jan Koum annunciò su Twitter il superamento di 600 milioni di utenti attivi. Da gennaio 2015 WhatsApp sta puntando sull’utilizzo dell’app anche tramite i browser. Un nuovo aggiornamento, infatti, permette di usare WhatsApp da Google Chrome.

photo credits: Inc, StartUpSchool, Forbes

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