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Ferrero, una storia di famiglia

La famiglia Ferrero è una delle più ricche d’Italia.

La loro è una storia di famiglia che tramanda i valori e le idee da generazione a generazione.

famiglia-ferreroPietro Ferrero, il fondatore dell’azienda, nacque a Farigliano il 2 settembre 1898 da Michele e Clara Devalle. Nel 1942 il giovane aprì un laboratorio specializzato in prodotti dolciari ad Alba (Cuneo), precisamente in via Rattazzi. Lì iniziò a sperimentare e inventare golosità che, nel giro di pochi anni, sarebbero diventate tra i prodotti più venduti al mondo.

La nocciola era l’ingrediente principale delle sue ricette. Pietro cercò di sfruttarle il più possibile, visto le nocciole erano largamente disponibili nella zona di Cuneo e il loro costo era molto contenuto. Le nocciole venivano adoperate in abbondanza nelle ricette e impasti inventati dal maestro. Sua moglie doveva assaggiare tutto ed esprimere un parere obiettivo.

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Nel 1946, dopo 4 anni di tentativi, Pietro riuscì a inventare la Pasta Gianduja. Si trattava di una crema a base di nocciole che si poteva spalmare con facilità sopra il pane. Inizialmente la Gianduja, confezionata nella carta stagnola, fu prodotta in piccole quantità e venduta dai piccoli negozianti d’ Alba. Visto che il costo della crema era contenuto e i bambini ne apprezzavano il gusto, la crema ottenne un enorme successo. L’immediato e inatteso apprezzamento dei consumatori spinse Pietro a produrla in quantità sempre maggiori.

Le richieste diventarono talmente tante che la produzione artigianale divenne insostenibile. Nacque così l’azienda Ferrero che assunse nuovi lavoratori per consentire l’aumento del volume di produzione. Pietro, sostenitore dell’azienda a conduzione famigliare, decise di farsi affiancare dal fratello Giovanni, al quale assegnò il compito dell’organizzazione della vendita. L’azienda, in questo modo, evitò di affidare la distribuzione a terzi e creò una rete diretta che collegava immediatamente la fabbrica con il rivenditore.

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Quando le cose iniziarono ad andare per il verso giusto, nel settembre del 1948 un’alluvione allagò lo stabilimento che rimase isolato e subì gravi danni. Per cercare di riportate tutto alla normalità i dipendenti scelsero volontariamente di collaborare per consentire l’immediata ripresa delle attività lavorative. Dopo 6 mesi  dall’alluvione, il 2 di marzo del 1949 l’azienda subì l’ennesimo duro colpo. Pietro Ferrero morì per un infarto causato dalla frenetica e pesante attività di distribuzione che effettuava personalmente. Pietro è stato il primo industriale italiano che, nel dopoguerra, ebbe il coraggio di aprire stabilimenti e sedi operative nel settore dolciario, facendo dell’azienda un esempio nazionale.

A lui subentrò il fratello Giovanni che prese le redini dell’azienda e nel 1950 diventò socio della Società in nome collettivo P. Ferrero & C. di Cillario Piera vedova Ferrero e Ferrero Michele. Giovanni Ferrero riuscì ad affrontare la situazione e decise d’espandere le vendite e la capillare distribuzione dei prodotti aziendali.

mon-cheriNegli anni cinquanta, la Ferrero diventò così apprezzata e amato che i bambini attendevano pazientemente in fila solo per poter assaggiare la famosa crema alle nocciola. Nel 1956 l’azienda iniziò a espandersi all’estero. A Stadtalelndorf (Francoforte) iniziò la sua attività con 5 dipendenti che, nel giro di pochissimo tempo,  diventarono 60. Durante quei anni arrivò un altro prodotto. Si trattava di Mon cherì, cioccolatino con all’interno una ciliegia affogata nel liquore e uno strato di glassa allo zucchero.

A soli 3 anni di differenza dalla morte di Pietro, nell’ottobre 1957 morì anche Giovanni Ferrero. La responsabilità del gruppo passò a Michele (figlio di Pietro) che fin da piccolo aveva seguito il padre e lo sviluppo dell’azienda che cominciava a espandersi con nuovi stabilimenti.

Sotto la guida di Michele, nel 1964 la crema di nocciole cambiò formula e nome. Nasce la Nutella, crema con una densità maggiore rispetto alla prima. Con la sua formula segreta, la Nutella ha permesso a saldare il successo dell’industria dolciaria che cominciò a essere distribuita in Europa e poi in tutto il mondo. Nello stesso anno il centro direzionale decise di spostarsi a Pino Torinese e proseguire l’ampiamente con stabilimenti e sedi commerciali in Olanda, Belgio, Svizzera, Danimarca e Regno Unito. Un’altra idea innovativa firmata Michele Ferrero arrivò con l’inaugurazione della linea di prodotto Kinder. La Ferrero raggiunse una produzione mondiale, trasformandosi da un’azienda a conduzione famigliare in vera e propria industria.

Nel quinquennio 1971-1976 la Ferrero diventò l’azienda che investiva di più nella pubblicità. Carosello per la pubblicità di Nutella sceglieva una serie d’animazione con disegni realizzati dai fratelli Toni e Nino Pagot. Con la Fondazione Ferrero, nel 1983, Michele ideò un modo utile a raccogliere e mantenere saldi i legami tra l’azienda e i suoi dipendenti. Si trattava di un vero e proprio ente culturale e sociale.

michele-ferrero-giovaneAltri stabilimenti arrivarono nel 1987 con sedi di produzione a Basilicata e Irpinia. Oggi la Nutella è probabilmente la crema spalmabili più diffusa e conosciuta al mondo. Il prodotto è diventato un fenomeno di costume apprezzato da grandi e piccoli. Secondo l’ultimo rapporto dell’Ocse sono oltre 350 000 le tonnellate prodotte ogni anno. È sempre l’ente a definire la Nutella come un’esemplare dell’economia di globalizzazione. La crema, utilizzata per accompagnare il pane, i biscotti, la frutta e numerosi dolci, ha reso la famiglia Ferrera la più ricca d’Italia. Secondo la rivista Forbes, nel 2000 il fatturato dell’azienda toccava quota 4 miliardi di euro e nel 2006 raggiunse oltre 5,6 miliardi. Sempre secondo la rivista, il padre della Nutella nel 2014 si classificava al primo posto come uomo più ricco d’Italia. Michele Ferrero è morto il 14 febbraio 2015 a Montecarlo.

Dietro il marchio, i bilanci e l’espansione di un’azienda multinazionale, c’è la storia di una geniale e tenace famiglia piemontese che, dal motto della Fondazione Ferrero “Lavorare, Creare, Donare”, trae la sua straordinaria forza per crescere, cita  il sito ufficiale dell’azienda.  

Photo credits: GlobusMagazine, Targatocn, NutellaUsa, ScattidiGusto, claragigipadovani

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