Gaby Aghion
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Gaby Aghion e la moda Chloé

Gaby Aghion è stata una stilista che ha fondato la famosa casa di moda lussuosa chiamata Chloé.

Chloé è stata la prima a produrre prêt à porter, proponendo capi di abbigliamento di alta qualità.

Gaby Aghion

Gaby Aghion è nata nel 1921 ad Alessandria d’Egitto per poi trasferirsi a Parigi nel 1945 dopo l’armistizio con il marito. Figlia di un direttore di una fabbrica di sigarette, ha vissuto ed è cresciuta in una famiglia benestante. Aghion ha conosciuto Raymond Aghion, colui che sarebbe poi diventato sui marito, a scuola, quando i due erano ancora dei bambini. Entrambi ebrei, si sposarono all’età di 19 anni.

Descritta sempre come donna molto bella e dallo spirito bohemien, Aghion avrebbe fondato e condotto la casa di moda e abbigliamento Chloé fino a quando questa non è stata acquistata dal gruppo Richmond a metà degli anni ’80.

Prima di lanciare la sua casa di moda Chloé, i capi di abbigliamento realizzati da Aghion erano esclusivamente prodotti di alta moda o capi descritti come puramente couture, ovvero prodotti disponibili solo per coloro che potevano permettersi gli alti prezzi degli atelier di Parigi. I clienti meno ricchi erano costretti ad accontentarsi di prodotti più economici, di imitazioni, spesso di scarsa qualità prodotti dalla sarta locale. Aghion ha respinto la formalità dei capi inamidati del 1950 che andavano di moda, e si è ispirata a Dior. Il socio di Aghion, Jacques Lenoir, riuscì a percepire una lacuna nel mercato dell’abbigliamento, e così decise di creare una collezione di disegni off the rack, quelli definiti anche come prêt à porter, ovvero capi d’abbigliamento pronti per essere indossati, confezionati su un modello standard. Questa fu una grande innovazione perché al tempo venivano realizzati solo abiti su misura. Alla fine la casa di Chloé venne fondata nel 1952 e nel 1956 i due soci inaugurarono un evento per mostrare i loro lavori al Café de Flore, punto di intellettualismo degli anni ’40-’50.

Aghion ha coniato il termine, allora simbolo di lusso, prêt à porter per descrivere la collezione realizzata da lei e il suo socio, che si si fuse con le severe richieste dell’alta moda e con la crescente domanda del dopoguerra per l’abbigliamento elegante e facilmente accessibile. La coppia di soci scelse il nome Chloé per il suo clado fascino femminile, uno stato d’animo che era perfettamente in sintonia con il sentimento del dopoguerra a Parigi. I loro vestiti di alta qualità, vennero realizzati con tessuti pregiati con l’assenza della struttura dei corsetti che erano particolarmente comuni nella moda di quel decennio.

Gaby Aghion

Nei suoi primi giorni di lavoro, la casa di Chloé ha prodotto disegni dal tratto forte, definiti con un attento tocco artistico, e che si distinguevano grazie alle tonalità di colore che sarebbero diventate la firma della società. Il marchio di abbigliamento  Chloé, dallo stile fluido e sognante, divenne uno dei marchi più simbolici e importanti degli anni ’70. La casa di moda riuscì ad attirare importanti clienti, da Jackie O, Brigitte Bardot, Maria Callas fino a Grace Kelly. Il marchio divenne noto per la sua eleganza, per i tessuti e l’inconfondibile estetica francese.  Nel 1971 venne ufficialmente aperta la prima boutique che portava il marchio di Chloé a Parigi.

Stile, modernità e un forte senso di femminilità sono state la filosofia del brand Chloé sin dall’ inizio. Una successione di designer promettenti hanno preso il timone nel corso degli anni, ognuno dei quali aggiunse la propria impronta, pur rimanendo fedele allo stile della casa di moda. Chloé e suoi contemporanei fornirono una vivace e moderna alternativa al mondo della couture, la quale fece diminuire l’interesse verso quella che era definita come la moda classifica. Grazie poi all’innovazione del prêt à porter, si aprirono le porte e la ” caccia” a nuovi e promettenti designer di modo che potessero unirsi a loro volta ai progetti Chloé. Gaby Aghion si ritirò dalla scena pubblica assumendo Karl Lagerfeld come successore dell’azienda. Tuttavia Aghion ha continuato a dirigere Chloé fino al 1985 quando venne poi acquistata da Richmond.

L’importante contributo professionale di Karl Lagerfeld, portò alla casa di moda di Chloè progetti di capi di abbigliamento con diversi strati di tessuto leggero ed arioso, corpetti in coppia costituiti da maniche di giacche e giacche senza maniche. I più leggeri modelli di camicie di seta erano legati intorno alla vita e i modelli di sciarpe erano diventati accessori da poter avvolgere attorno ai fianchi.

Lo stile di un’altra collaboratrice, Stella McCartney, ha portato a Chloé una nuova linea più morbida e più femminile, romantica, e grazie a questo suo spirito di creatività, McCarteny fu nominata come direttore creativo nel 1997. Quando poi McCartney decise di lanciare il proprio marchio, scelse come successore la stilista Phoebe Philo. Philo, ha introdotto progetti più delicati, attraendo celebrità come Kirsten Dunst, Natalie Portman e Lou Doillon.

Gaby Aghion è morta nel settembre del 2014, lasciando un enorme contributo artistico, imprenditoriale e stilistico nel settore della moda. Ad oggi Chloé non realizza soltanto capi di abbigliamento ma anche accessori di moda come borse, scarpe e profumi.

Photo credits: ogonoid.com – sandrasuy.com – www.vogue.com – www.vogue.it

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