Edvard Munch
Arte

Edvard Munch: l’arte pre-espressionista

Il pittore norvegese Edvard Munch è noto per il suo dipinto ed icona pre-espressionista ”L’urlo”.

“Per tutto il tempo che ricordo, ho sofferto di una profonda sensazione di ansia che ho cercato di esprimere nella mia arte.”

Edvard Munch

Nato nel 1863 in Löten, Norvegia, il famoso pittore Edvard Munch ha costituito uno stile artistico e psicologico tutto suo. Il suo dipinto L’Urlo (“The Cry”, 1893), è una delle opere più riconoscibili nella storia dell’arte. Le sue opere successive hanno dimostrato di essere meno intense, tuttavia i suoi dipinti oscuri gli hanno assicurato un posto nel mondo dell’arte. A testimonianza della sua importanza, L’Urlo, è stato venduto per più di 119 milioni dollari nel 2012, stabilendo un nuovo record nel settore delle vendite di opere d’arte.

Edvard Munch, secondo di cinque figli, nel 1864 si trasferì con la famiglia nella città di Oslo, dove sua madre morì quattro anni dopo per aver contratto la tubercolosi. Purtroppo a seguito di questo episodio doloroso, per Munch hanno avuto inizio di una serie di tragedie familiari: la sorella Sophie, anch’essa morì di tubercolosi nel 1877, giovanissima, quando ancora aveva 15 anni, un’altra delle sue sorelle trascorse gran parte della sua vita in un istituto a causa di una malattia mentale; e il suo unico fratello maschio morì di polmonite all’età di 30 anni.

Nel 1879, Munch inizia a frequentare un istituto tecnico per studiare ingegneria ma abbandonò gli studi solo un anno più tardi, quando la sua passione per l’arte superò di gran lunga il suo interesse per l’ingegneria. Nel 1881, si iscrisse alla Royal School of Art and Design. L’anno successivo, prese in affitto uno studio con altri sei artisti e inaugurò la sua prima esposizione artistica alla Industries and Art Exhibition. Nei successivi tre anni di studio e pratica sull’arte, Munch ricevette una borsa di studi e si recò a Parigi, in Francia, dove si stabilì per tre settimane. In seguito al suo ritorno a Oslo, iniziò a lavorare su nuovi dipinti, uno dei quali era Il bambino malato, che avrebbe finito nel 1886. Questo dipinto, che sarebbe stato visto come il primo lavoro di Munch con l’intento di rappresentare la rottura dallo stile realista, ha simbolicamente catturato un’intensa emozione sulla tela, con la raffigurazione riguardo ai suoi sentimenti per la morte della sorella quasi nove anni prima.

Edvard Munch

Dal 1889 (anno in cui suo padre morì) al 1892, Munch ha vissuto principalmente in Francia, finanziato dalle borse di studio dello stato, in quello che sarebbe stato il periodo della sua vita più travagliato, periodo che rispecchiava anche nella sua arte. È infatti durante questo momento che Munch ha intrapreso una serie di dipinti che ha definito come il Fregio della Vita, in ultima analisi, che comprende 22 opere esposte successivamente in una mostra nel 1902 a Berlino. Altri dei suoi dipinti portavano titoli come Despair (1892), Malinconia ( 1892-1893), Anxiety (1894), Gelosia (1894-1895) e L’urlo (conosciuto anche con il titolo di The Cry o The Scream ). Quest’ultimo sarebbe divenuto uno dei più famosi dipinti mai prodotti di Edvard Munch, dove lo stato mentale del pittore si manifesta in pieno sulla tela. Ad ogni modo lo stile dell’artista varia notevolmente a seconda dell’emozione da lui provata nel momento in cui dipingeva. La collezione di opere fu un grande successo e Munch divenne ben presto un noto pittore nel mondo dell’arte. Nonostante questo esito positivo, lo stile di vita di Munch sfociava spesso in abitudini discutibili, tra le quali l’eccesso di consumo di bevande alcoliche, le disgrazie familiari e il suo disagio mentale che continuavano a tormentarlo. Il successo non fu appunto sufficiente a domare i demoni interiori di Munch, dal 1900 infatti l’artista ha dovuto combattere con la sua dipendenza da alcolici che diventava ormai fuori controllo. Nel 1908 venne colpito da una paralisi su un solo lato del suo corpo, crollò ben presto e si chiuse in una casa per una cura privata. Da quel momento smise di bere e riacquistò un po’ di compostezza mentale. Nella primavera del 1909 si rivelò ansioso di tornare al lavoro, ma la maggior parte delle sue grandi opere le aveva già realizzate.

Edvard Munch

Munch si trasferì in una casa di campagna a Ekely, vicino ad Oslo (Norvegia) dove visse in isolamento e iniziò a dipingere paesaggi. Negli anni 1918-19 Munch stava per morire a causa dell’influenza pandemica, fortunatamente però riuscì a tornare in salute visse fino al 23 gennaio del 1944, dove morì nella sua casa in campagna. Munch dipinse fino al giorno della sua morte, spesso raffigurando il ​​suo stato di malessere mentale e fisico e le varie malattie che lo avevano afflitto durante il corso degli anni.

Nel maggio del 2012, l’opera di Munch L’Urlo venne messe all’asta, la vendita è stata fatta a Sotheby, New York, per oltre 119 milioni dollari, un record che ha fatto arrivare l’opera ad essere una delle più famose e importanti opere d’arte nel mondo.

Edvard Munch

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Photo credits: www.narsanat.com – www.moveoramag.com – www.repro-arte.com – vk.com – www.gotime.no -totallyhistory.com

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